LA STORIA
Secondo
la cronologia più diffusa la Siracusa Greca fu fondata da un gruppo
di Corinzi, guidati da un certo Archia, nel 734 a.c.. Il primo
insediamento sembra sia avvenuto sull'isola di Ortigia, ma ben
presto la città si sviluppò anche sulla terra ferma, tanto da
arrivare ad essere costituita da ben 5 quartieri che insieme
formeranno una delle più grandi ed illustri metropoli
dell'antichità'. Nel V secolo a.c.. la città si estende la sua
influenza un p'o' dovunque nel mediterraneo e la sua politica
determina svolte storiche: nel 480 a.c.. batté i Cartaginesi; ad
Imera nel 474, con la battaglia di Cuma, ferma l'avanzata della
potenza Etrusca verso il meridione della penisola Italica; nel 413
a.c.. infligge una terribile disfatta agli Ateniesi, sterminando
l'intera armata di Nicia, forte di circa 200 navi e 50.000 uomini; e
Tucitide ci narra delle terribili sofferenze a cui furono
assoggettati in quella occasione i circa 7.000 prigionieri che erano
stati rinchiusi nelle Latomie, enormi cave di pietra abitate a
orride prigioni. E' durante la seconda guerra punica, solo dopo
grandi sacrifici, e roditoriamente, nel 212, i Romani potranno
impadronirsi della città, che continuerà per altro ad essere la più
illustre della Sicilia e depositaria dei valori culturali e
spirituali della Grecità e poi del Cristianesimo, di tutto il
mediterraneo centrale. Nel 633 Costante II pone qui la sua corte;
nell'878 la città viene occupata dagli Arabi che la vivranno per
sempre della funzione di capitale dell'isola. Conquistata dai
Normanni nel 1074, diviene città demaniale con Federico II di Svevia
che la fece oggetto di particolari attenzioni politiche e militari.
Passa quindi agli Angioini, da cui si libererà, come tutta la
Sicilia, con la rivolta del Vespro (1282) e passerà agli Aragonesi
sotto i quali diverrà capitale della cosiddetta <<Camera Reginale>>,
un insieme di città e castelli che costituiscono la dote della
Regina di Sicilia. Questo della Camera Reginale e' un periodo di
rinascita commerciale ed artistico che durerà fino al 1538, quando
Carlo V fa della città una piazza forte e la munisce di poderosi
bastioni di cui si può ammirare oggi qualche traccia. Con il
trattato di Utrecht la città passa ai Savoia (1713), quindi gli
Austriaci (1720-1734) e poi ai Borboni. Sono, quelli da Carlo V
all'Unita' d'Italia, i secoli bui cui Siracusa e' limitata solo
all'isoletta di Ortigia e sopravvive fra carestie e pestilenze in
una condizione di grave depressione. I moti anti Borbonici del 1837,
accesi dal colera, della cui diffusione era accusato il Governo
centrale, provocherà la feroce repressione del Plenipotenziario Del
Carretto e la perdita della funzione di capoluogo , di cui sarà
fregiata la vicina Noto. per ritornare capoluogo, la città dovrà
attendere l'unificazione Nazionale, quando la sua storia si
identifica con quella di tutta la penisola italiana. Senza Siracusa,
non si comprende la storia del mediterraneo e non solo per le
vicende politico-militari, ma altresì per gli uomini che ha dato
alla cultura ed all'arte. E'appena il caso di ricordare Epicarmo,
creatore della commedia; eocrito, delicato cantatore bucolico, del
III sec. a.c.. ; Eumelo, primo poeta epico in Sicilia; Mosco, poeta
idilliaco; il sommo Archimede, fisico e matematico del III sec a.c..
, << alla cui fama angusto e' il mondo>> S.Metodio e S.Giuseppe
l'innografo, ancora oggi fondamentali punti di riferimento della
cultura Greco-Bizantina; S.Lucia martire IV secolo, cardine della
religiosità cristiana in tutte le latitudini; Gaetano Zummo, celebre
ceroplasta del XVII secolo, la cui arte stupì l'Europa del suo
tempo; Tommaso Gargallo, alle cui traduzioni di Orazio hanno attinto
tutte le generazioni di eruditi del 800 e per citare un solo nome
dei tempi attuali Elio Vittorini, ben sapendo di fare torto alle
numerose schiere di uomini altrettanto illustri, ma a cui
l'informazione di massa non ha ancora attinto. Uomini e vicende
hanno contribuito a determinare la << Siracusanita' d'animo >>, un
insieme di dignità mitezza, grande senso dell'ospitalità' che le
turbinose vicende degli ultimi decenni, dall'intesa
industrializzazione alla selvaggi speculazione edilizia, pur
determinando un rapido degradarsi dell'ambiente ed il disgregarsi
della Società non sono riusciti a cancellare. Ma per coglierne
questa Siracusanita', bisogna ercorrere a piedi vicoli e ronchi e
scoprire angoli che difficilmente una guida scritta potrebbe
indicare; bisogna sentir parlare la gente, assaggiare un dolce fatto
in casa. A Siracusa, cioè, bisogna viverci più giorni per andare
oltre la facciata stereotipata e illogica del solito itinerario
turistico, e partecipare del fascino che fu di sempre e ancora oggi
avvince.
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