LA STORIA
La
città di Palermo è il risultato di uno straordinario connubio di
culture. L’importante ruolo che ha ancora oggi la città all’interno
della regione deriva proprio dalla sua storia secolare.
Fondata dai Fenici nel VII secolo a.C., fin dalle origini, grazie
alla buona posizione geografica, la vita dell’intera città fu
strettamente legata al mare, e, ovviamente, all’attività del suo
porto.
Già gli stessi Fenici apprezzarono i vantaggi che si potevano trarre
da quell’insenatura naturale che è oggi la “Cala” e che si impose
come scalo principale per i traffici dell’intero Mediterraneo. Tutta
la città si sviluppò intorno al mare, lungo quel tratto di terra
delimitato dai torrenti Papireto e Kemonia, oggi coperti.
Anche dopo quel periodo il porto ha sempre avuto una funzione di
rilievo per l’economia e l’intera storia palermitana.
La città fu conquistata dai Romani (siamo nel 254 a.C.) che fecero
di Palermo un fiorente municipio.
Già in quel periodo era possibile distinguere una città vecchia (Paleapolis)
ed una nuova (Neapolis).
Nel porto di Panormus (dal greco “tutto porto”), trovò rifugio, nel
480 a.C. e successivamente nel 406 e nel 391, la flotta punica.
Caduta dopo un lungo assedio in possesso di Genserico, (455) di
Odoacre (476) e di Teodorico (493), fu conquistata e restituita, nel
535, all’Impero Bizantino per ordine dell’Imperatore Giustiniano.
Occupata da Totila nel 549, ritornò bizantina nel 552 e lo rimase
fino all’831. E’ in questo periodo, sotto il dominio degli arabi,
che Palermo vive il suo periodo storico di massimo splendore. Grazie
alla popolazione araba e alle novità che furono importate crebbero
eccezionalmente cultura ed economia.
La città si allargò e nacquero nuovi quartieri al di là dei confini
del centro storico. Balarm (questo il nome arabo che fu dato a
Palermo) andava assumendo un ruolo sempre più importante anche nel
campo della Politica siciliana. La popolazione crebbe notevolmente.
La città, grazie alle sue fertili campagne, divenne ambita meta di
residenza. In quel periodo, infatti, si arrivò fino a 300.000
abitanti.
Nel 1702 la città fu conquistata dai Normanni. L’occupazione però
non fu violenta. Lo testimonia proprio il fatto che alla popolazione
musulmana fu consentito di continuare a rimanere a Palermo. La città
si arricchì dagli apporti delle due culture.
In seguito divenne residenza dell’Imperatore Federico II di Svevia
che ne fece un grande centro culturale.
Sotto gli Angioini, al dominio dei quali pose fine la rivolta dei
Vespri Siciliani, la capitale fu trasferita a Napoli. In questo
periodo si visse un momento oscuro fatto di pestilenze.
Il popolo palerminato si ribellò al dominio Spagnolo e la città
accolse con gioia l’avvento della monarchia sabauda con il breve
regno di Vittorio Amedeo di Savoia.
Nel 700 furono i Borboni di Napoli a vestire la città di Palazzi
Barocchi, i quali capitolarono nel giugno del 1860, sconfitti
dall’esercito garibaldino. Fu allora che i palermitani votarono
l’annessione al Regno d’Italia. Negli anni successivi la città si
allargò in diverse direzioni, e , alla fine del XIX secolo Palermo
ebbe un incremento demografico eccezionale, diventando una delle
città più popolose d’Italia. Durante la Seconda Guerra Mondiale subì
numerosi bombardamenti. Il 24 luglio del 1943 ci fu il trionfale
ingresso degli Alleati, così il capoluogo siciliano riprese il suo
ruolo. Con il XX secolo l’espansione della città procedette verso
nord fino a raggiungere Mondello, il lido dei palermitani. Palermo è
oggi una città bella e vivace. E’ un importante porto turistico e
commerciale.
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