ARTE

Nell'estrema punta nord-occidentale della Provincia, a pochissimi chilometri da Mussomeli, si erge maestoso sopra un promontorio calcareo il Castello Manfredonico, edificato nel 1370 per volere di Manfredi III Chiaramonte. Si tratta di uno dei pochi castelli meglio conservati della Provincia nissena. Al suo interno si susseguono maestosi archi decorati, spesse mura merlate, ampie stanze e larghe finestre bifore.
Scendendo verso sud-est e fermandosi a Caltanissetta si può ammirare la torre del Castello di Pietrarossa. Di origine araba, il Castello comprendeva in origine tre torri di avvistamento e il suo nome probabilmente derivò dal colore dei mattoni che costituivano le torri stesse. I Normanni, cacciati gli Arabi, vi si stabilirono intorno al 1150; successivamente il Castello passò sotto il dominio degli Angioini e degli Aragonesi. Proprio sotto questi ultimi raggiunse il massimo splendore, venendo scelto come sede di vari convegni tra importanti personaggi politici della Sicilia del tempo. Nel 1407 il Castello venne concesso ai Moncada, ricchi signori di Caltanissetta, nelle cui mani rimase fino alla soppressione del feudalesimo. Nel febbraio del 1567, infine, l'edificio crollò in seguito ad una scossa di terremoto. Della costruzione originaria oggi rimane soltanto una torre di avvistamento, arroccata in cima ad uno spigoloso rilievo calcareo.
Altrettanto suggestivo è il Castello di Delia (o Castellaccio), che dominava in passato la vecchia strada di collegamento fra Catania e Agrigento. Il Castello fu edificato intorno all'XI secolo e nel corso della guerra del Vespro fu al centro di un'aspra contesa fra Aragonesi e Angioini.
Procedendo verso sud-est si arriva a Mazzarino, dove è possibile ammirare due fortezze: il Castello Grassuliato e il Castello "U Cannuni", dalla suggestiva forma oblunga simile, come suggerisce lo stesso nome dialettale, a quella di un cannone.
AAncora verso sud si incontra il Castello Normanno di Butera, dalle suggestive e spesse mura merlate, mentre giunti in prossimità di Gela, su un singolare spuntone di rocce gessose, si erge il Castelluccio risalente al 1143 e avente una funzione difensiva. Di grande interesse storico è anche il Castello di Gela, che insieme alla cinta muraria della città, già intorno al 1230, costituiva l'unico presidio militare della costa che aveva funzioni di avvistamento e di difensa contro le scorrerie dei pirati saraceni. In genere, per tutto il medioevo, i castelli e le fortezze della costa avevano essenzialmente la funzione di vigilare sulle possibili insidie che arrivavano dal mare. A questo scopo era adibita ad esempio la Torre di Manfria, dalla quale era possibile vigilare sul litorale costiero in direzione di Licata.
Originariamente anche il Castello di Falconara era una torre di avvistamento. L'edificio, che sorge sulla costa a ovest di Gela, nel corso dei secoli ha subito una serie di abbellimenti e di ingrandimenti che gli conferiscono l'aspetto di un vero e proprio castello medievale. Per la sua amena posizione il Castello di Falconara rappresenta certamente uno dei manieri più belli della Provincia nissena. Nei primi dell'800 l'edificio passò sotto la proprietà del conte tedesco Giorgio Wilding, il quale aggiunse alla costruzione originaria una nuova ala, un salone e un grande terrazzo a picco sul mare. In seguito il Castello passò ai Chiaramonte, che arricchirono le stanze di pregevoli quadri, ceramiche preziose e mobili antichi.